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Pagina:Verga - Eva, Treves, 1873.djvu/173


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primi chiarori dell’alba imbiancavano debolemente il cielo attraverso l’incrociarsi dei rami inargentati dalla neve; una sfumatura opalina si disegnava in fondo al viale sull’orizzonte, e il viale stesso appariva come una lunga striscia candida su cui risaltava ad una certa distanza un’ombra indistinta che si avvicinava senza far rumore, facendo tremolare due fiammelle rossigne ai due lati.

L’alba si era fatta più chiara quando il conte e i suoi testimoni ci raggiunsero. Erano avvolti nei loro mantelli e avevano il sigaro in bocca. Ci fu uno scambio generale di saluti fatti in silenzio. Quei due uomini si guardarono senza batter ciglio, come se non si fossero conosciuti giammai.

Gli uccelli cominciavano a pispigliare, e un raggio indorato corse come una freccia sui rami più alti. Il conte accese un’altra sigaretta mentre si compivano le formalità preliminari, ed uno dei testimoni alzò il naso verso il cielo e disse:

— Sarà una bella giornata.

Poscia tutti i sigari si spensero, e tutti i volti assunsero la maschera di circostanza.