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Pagina:Verga - Eva, Treves, 1873.djvu/17


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— No, vi offro di scommettere a chi la pagherà.

— Benissimo! e che scommessa?

— Scommetto che darò un bacio a quella mascherina accompagnata dal trovatore.

— Eh!

— Ti gira?

— Una cena da mille lire, disse l’arlecchino senza scomporsi.

Nessuno gli rispose. Lo credevano matto.

— Sembra che le tue scommesse non ispirino gran fiducia, disse il poeta.

L’arlecchino lo guardò colla massima calma, resa grottesca dall’aria impassibile della maschera, e rispose:

— Diamo in pegno il denaro.

— A te?

— No.... rispose senza dar retta al motteggio; mi affissò un istante e soggiunse: Ecco le mie cinquecento lire.

Quella preferenza mi sorprese.

— Ti conosco? gli domandai.

— Non so, ma mi hai conosciuto.