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Pagina:Verga - Eva, Treves, 1873.djvu/156


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— No. Tu non capisci coteste gelosie di donna, tu! e sei un uomo di spirito! — Andiamo, via, non più sciocchezze! — riprese con dolcezza dopo alcuni istanti, accarezzandomi la mano come per rabbonirmi. — Ti voglio ancora del bene, ma bisogna essere ragionevoli. Non scherziamo col fuoco!

Ella seguitava ad accarezzarmi le mani, e vedendomi sempre accigliato soggiunse:

— Ti giuro che se avessi previsto cotesta nuova follia non sarei venuta!

— Ah! non lo sapevi!

— No! mi pareva di trovarti più ragionevole.

— Ma adesso che vedi che non lo sono, e che son più pazzo di prima, e che son geloso non del tuo cuore, ma del tuo corpo, e che un lembo della tua veste se mi tocca mi fa perdere la testa, perchè non seguitare, se non ad amarmi, almeno a lasciarti amare?

Eva mi guardò in viso in modo singolare e mi disse tranquillamente:

— Perche ho più giudizio di te.

— Non mi ami più?