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Pagina:Verga - Eva, Treves, 1873.djvu/148


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perch’ero sognatore, perch’ero ombroso e diffidente, perch’ero divenuto scettico, perchè amavo da osservatore, e mettevo sempre del riserbo, direi della restrizione mentale, nelle espansioni del cuore. Quando nei trasporti amorosi non si mette lo stesso abbandono dalle due parti, una delle due è ridicola di certo. — Non so quale.



Nei crocchi eleganti che frequentavo sentivo spesso parlare di Eva, come si parlava del miglior cavallo da corsa, dell’opera in voga e della più bella pariglia. Era un’appendice necessaria a quella vita di lusso e di piaceri. Io avevo buttato dalla finestra le poche memorie che mi rimanessero di lei — i suoi nastri scolorati, i suoi stivalini rotti, i suoi guanti scompagnati — avevo lasciato da molto tempo quella cameretta dov’ella avea dormito tanti sonni, ed ora, delle volte, sentivo un ardente desiderio di rivederla, d’incon-