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Pagina:Verga - Eva, Treves, 1873.djvu/131


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bassi fondi limacciosi le serpi che si sono avviticchiate più strettamente al cuore, e che hanno più tenace vitalità; il dispetto, l’amor proprio ferito, la vanità schiaffeggiata. Trovandomi solo, in quella camera ove m’aveva aspettate tante volte, non pensai ad altro che al modo con cui l’aveva abbandonata, e quando mi avvicinai a quei guanciali che conservavano ancora l’impressione del suo capo, non pensai a quell’altro letto, dove ella forse dormiva, se non perchè non era il mio; non pensai a quei baci che più non desideravo se non perchè un altro li aveva.

E al nuovo giorno il raggio di sole che veniva dalla finestra era così allegro, diceva tante belle cose della giovinezza, dell’arte, dell’avvenire, della mia famiglia, cui non avevo rivolto il pensiero sino a quel giorno senza una spina nel cuore, che mi trovai con sorpresa l’animo in festa; esso non voleva rammaricarsi ad ogni costo dell’abbandono di Eva. Scrissi ai miei genitori; fumai la mia pipa; riordinai tatti i miei utensili da dipingere, come se non dovessi che ritornare all’arte perchè l’arte mi sorridesse, e non pensai ad Eva