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Pagina:Verga - Eva, Treves, 1873.djvu/121


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parte alle mie angustie e di venirmi in aiuto, avevo per lei modi aspri e parole dure. Per vivere alla meglio avevo accettato una delle più umili occupazioni: dipingevo ad oleografia; il mio cervello si atrofizzava, ma si tirava innanzi.



Il verno era ritornato, e rigidissimo. Io andavo al Caffè tutte le sere a bere il ponce e a leggere il giornale, mentre Eva mi aspettava in casa. Mi occupavo delle quistioni internazionali, e tenevo dietro al corso dei valori pubblici con interesse! Leggevo sino alla quarta pagina; poi facevo quattro chiacchiere coi vicini, e tornavo a casa sbadigliando. Una sera avevo trovato il ponce freddo; la politica volgevasi contraria ai mio colore, — poichè avevo già un colore politico! — il mio vicino era stato sgarbato; fioccava maledettamente, e tornando a casa avevo trovato il camino spento.

Eva. 9