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Pagina:Verga - Eva, Treves, 1873.djvu/119


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focolare domestico... oppure se la sua condizione, l’educazione ricevuta, i suoi sentimenti, la tenessero molto al di sotto della mia ombrosa e delicata suscettibilità... e finivo per darle il torto — a lei! di non aver la delicatezza di risparmiarmi certi particolari volgarissimi che mi sembrava affrontasse colla più volgare disinvoltura...

Non cerco di spiegarti cotesto mostruoso mistero che chiamasi cuore. Non mi son mai sognato di giustificarlo. Ti faccio osservare un fatto.

Cotesta disillusione, cotesta amarezza intima m’invadeva tutto, la mente come il cuore. L’arte mi negava anch’essa le sue ispirazioni; era forse gelosa, o la vita mi assorbiva troppo per potermi sollevare sino a lei. Però fu un altro gran dolore per me. Provare lo febbre e l’impotenza di creare! L’hai tu provato? Ero stato delle ore intere dinanzi a quel cavalletto, accanto a quella donna che mi avea riempita l’anima di tanta luce e di tanti colori, che adesso attaccava i bottoni ai miei vestiti e mi rendeva ebete; e qualche volta m’ero strappato i capelli, qualche altra volta avevo pianto di rabbia, o avevo tirato giù linee e pen-