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zio Bartolomeo uscì appena alzatosi da tavola, e li lasciò soli.

La fanciulla guardava il cugino alla sfuggita, gli porgeva i fiammiferi e la borsa del tabacco, cercava di prevenire tutti i desideri di lui, e, dopo di avere esitato lungamente:

— Che hai? domandò.

— Io? nulla.

— Non è, vero; hai qualcosa.

Il giovane sentì penetrarsi sino al cuore quell’osservazione, e rimase un po’ senza rispondere.

— Ma cosa vuoi che abbia?

— Mah! se lo sapessi! rispose la fanciulla ingenuamente.

Per la prima volta il giovane non potè sostenere il limpido sguardo della vergine, accese il sigaro, ed uscì.

Trovandosi all’aperto, l’aria, il sole, il profumo dei campi, tutte quelle cose salubri e schiette, sembravano purificarlo e rinvigorirlo. Gli ebbri fantasmi della notte che avevano bisogno del lume, della stearina e delle ombre delle cortine, si dileguavano alla chiara luce del sole, e non rimaneva che la mesta e pura figurina di Adele, colle sue candide manine intrecciate sulle ginocchia, e i grand’occhi turchini che l’interrogavano timidamente.


Il giorno dopo la contessina Manfredini comparve all’ora del desinare, fresca e rosea come prima. Alberti