Pagina:Verga - Eros, 1884.djvu/250


— 246 —

che gli facevano l’onore d’insidiargli il suo tesoro, e soffriva tutte le punizioni di quella logica mondana in nome della quale avea fatto soffrire egli pure; ne soffriva più degli altri perchè era più orgoglioso e più corrotto, più diffidente, più dissimulatore, e più innamorato.

Marito e moglie non erano più sempre insieme come a Belmonte. Avevano adesso cento occupazioni diverse che li allontanavano inesorabilmente per delle ore parecchie, e subivano senza avvedersene la tirannia della società in cui vivevano. Adele, che amava sempre a cuore aperto, era felicissima di deporre ai piedi di quel sarcastico ed altero signor marito le corone che riportavano tutte le sue vanità di donna, e vedendolo sorridere non sospettava nemmeno quel che soffrisse quell’uomo senza che un sol muscolo della sua fisonomia si contraesse; lo vedeva sempre gentile ed amoroso, lo vedeva pieno di spirito e di buon umore fra i suoi amici, lo vedeva elegante, corteggiato ed invidiato, non scorgeva una nube sulla sua fronte, e lo credeva felice.

Essi s’incontravano sovente all’ora della colazione, e quasi sempre a pranzo. Dinanzi ai domestici si trattavano con calma ed affettuosa dimestichezza; l’etichetta coniugale non costava loro il menomo sacrifizio, perchè entrambi erano perfettamente ben educati. A volte stavano a discorrere prendendo il caffè sino all’ora che la moglie andava ad abbigliarsi per la sera ed il marito andava a fumare il suo sigaro al Circolo; ei l’accompagnava sino alla soglia delle sue stanze, e si la-