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Pagina:Una salita al Monviso.djvu/29


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estensione degli antichi ghiacciai in Italia; di te che fosti primo a chiarire come quelle singolari colline (composte indifferentemente di ghiaia impalpabile e di massi enormi), che chiudono gli sbocchi delle più grandi valli alpine, altro non sieno che stupende morene lasciate da ghiacciai, i quali dalla vetta delle Alpi si estendevano fino a toccare la pianura del Po.

Noi eravamo inoltre al limite degli alberi di alto fusto, e qui non è inutile il rammentare come partendo da Casteldelfino noi ci trovassimo per un tratto notevole in mezzo a campi di cereali di ogni specie, cui sono spesso di siepe gruppi di uva spina, ma che più in su, dopo oltrepassati pochi aceri e sorbi, noi ci trovassimo in mezzo ai larici, i quali nella pendice meridionale della Varaita scendono al torrente fino a Sampeyre. Quindi ad un certo punto, che dopo una osservazione fatta col barometro aneroide io giudico prossimamente ad una altezza di 1780 metri sul mare, cominciammo a trovare dei pini cembri veramente magnifici, il cui colore scuro si maritava benissimo col verde chiaro dei larici. Codesti pini, detti elve nel dialetto del paese, diventano dominanti nelle altezze superiori di queste montagne, ma sono però fino al loro ultimo confine sempre accompagnati dal larice.