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30 la fanciulla straniera


del basso impero, sul quale un rozzo scalpello aveva raffigurato un uomo e una donna giacenti insieme. L’iscrizione, dettata dal marito, nel desiderio della comune sepoltura, diceva che quella donna per tanti anni e tanti mesi aveva sempre bene vissuto con lui.

— Ecco la nostra latinista! — disse Decio, raggiungendola.

— E un latino che lo capiscono tutti... a me interessa questo ricordo d’affetto perduto in mezzo alla campagna, nel silenzio dei secoli. Mi fa bene quando riesco a convincermi che due creature umane si sono fedelmente amate nella morte.

— Non è un caso raro, Anna.

— A me sembra rarissimo. Quanti amori terribili si trasformarono in indifferenza per non dire in avversione! Quanti amori dolorosi languirono privi di corrispondenza! Credilo, vi è una sorda lotta di diritti fra l’uomo e la donna, che data da tempo immemore e in cui ella in massima soccombette. In fondo alla coppa dell’amore vi è il fiele dell’odio.

— Il sentimento non si può analizzare come si anatomizzano i corpi umani, Anna! Le minute indagini a cui sei avvezza ti costringono a sviscerare certi misteri della psiche che dovrebbero rimanere circonfusi dalla luce rosea delle illusioni.

— L’analisi sincera fa scaturire la verità.

— Anna perchè sei sempre così invincibile nel tuo pensiero! — esclamò il giovane che tanto amava la deferenza consenziente della donna.

Ella sorrise con una certa tristezza.

— L’inganno mi fa paura — mormorò — amo di guardare in faccia alle cose.

I due giovani erano usciti all’aperto, discorrendo. Anna si era seduta su un rudere. Il suo profilo delicato e caratteristico, la linea flessuosa e pur casta della persona ben raccolta nell’elegante vestito di panno nero rivelavano una squisita raffinatezza morale.

— Se tu sapessi quale turbamento io provo! — proruppe Decio, quasi soccombendo a un irresistibile impulso — quando mi sei lontana soffro come se mi mancasse un elemento vitale, vicino a te sento un’ambascia che non posso definire.

Ella sollevò i limpidi occhi, impallidendo.

— E meglio ch’io parta — mormorò — sono alcuni giorni che ci penso!

— Oh, Dio! non parlare di questo! — implorò il giovane, prendendole una mano e stringendola contro il suo petto palpitante — io vorrei che tu restassi sempre con noi!