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la fanciulla straniera 19


può comprendere Roma. A me essa ha fatto provare delle estasi dolorose; ho sentito che nelle mie vene scorre un po’ di quel sangue latino, che sussulta al solo suo nome. L’Italia è una terra così incantevole che noi, venuti dalle brume del nord, ci viviamo sempre come in un sogno. Il buon senso straordinario degl’Italiani, in mezzo a tanta poesia, mi desta una continua meraviglia. Io mi sono come perduta in questo mare di memorie, fra questa folla bianca di statue, che dice tante cose nel suo perenne silenzio, in questa campagna sterminata, che sembra un altipiano alpestre, ch’è così degna, così signorile cornice d’una capitale unica sulla terra. Ho sentito vibrare entro di me l’armonia antica del paesaggio, l’armonia della lingua dolcissima, la gentilezza d’un popolo ov’è tanta naturale civiltà e genialità artistica e così poca vanagloria. Il mio piccolo io, la mia stessa afflizione hanno naufragato nell’assorbente melanconia di tante cose passate, nelle rovine d’una grandezza scomparsa per sempre dal mondo. Ma un giorno mi sono destata all’improvviso con un palpito nuovo da questo singolare e pur delizioso abbattimento dello spirito, da questa perfetta abolizione d’ogni cura soggettiva. Ho sentito rinnovarsi tutto l’essere mio con una specie di gioia intellettuale. Avevo sempre pensato che se io dovessi amare, l’amore sarebbe per me una crudele sventura. Oggi, pur restando sotto l’impero di quella gioia, me ne sono convinta più che mai. Caro amico! Le avevo promesso di scriverle tutto... eccomi dunque dinanzi a Lei come una penitente, aperta, sincera.

Conosco un giovane che si potrebbe facilmente assomigliare a una gemma chiusa entro un vaso elegante d’argilla. Per disgrazia è nato signore e non ha alcun bisogno di valersi dei doni eccezionali che la natura gli ha concessi. Amo tutto ciò che v’ha di latente nella sua indole, non dissimile da quella degli altri rari gentiluomini del suo tempo, amo il tesoro di energia che si nasconde nel suo cervello, già così bene allenato dallo studio, amo sovrattutto la nobiltà di sentimento che non di rado tradisce il suo cuore... Nel tempo stesso la sua avvenenza ha qualche volta turbato il mio pensiero, poichè bello è veramente. Nei nostri paesi, confessiamolo pure, non s’incontrano di questi tipi estetici che riflettono tanta virilità e tanta dolcezza insieme. Ho avuto paura dell’imperioso fascino della forma, ma non è la linea un po’ sdegnosa della sua bocca, non è il colore variabile degli occhi castani, ora velati, ora scintillanti, che mi piace, è la fina espressione un po’ sarcastica di quella bocca, è la profonda perspicacia di quegli occhi. Con tutto ciò, ottimo