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per invidia, pur fingendo, il più delle volte, di non accorgersene.

I primi giorni la corte insistente e un po’ audace del giovine signore aveva recato aspra offesa a Natalia, ma la sua anima era già così profondamente innamorata ch’ella non cessava di compatire e di perdonare, ad onta di quell’amarezza.

Poi, il capriccio sensuale di Lodovico, dinanzi all’inalterabile severità del suo contegno, sera elevato, a grado a grado e in virtù della contradizione, alla nobiltà dell’affetto.

Quel vincolo singolare non impediva certamente al giovine di godere la vita che gli si offriva spensierata e gioconda, ma pur frenava, senza ch’egli se ne avvedesse, il soverchio ribollimento dell’età, temprando anche quel po’ di diffidenza verso la donna ch’è comune a vent’anni, con la convinzione, parte incresciosa parte piacevole, che Natalia fosse proprio onesta.

Il rispetto che Lodovico aveva finito per professarle era come una conquista, un possesso, un bene infinito nell’umile esistenza della fanciulla. Egli le dimostrava una fiducia illimitata e se le sue confidenze s’arrestavano dinanzi al delicato capitolo delle distrazioni amorose non mancava di farle parte d’ogni altro suo intimo pensiero, con l’abbandono d’un amico.

Il contatto con un giovine che, ad onta della sua leggerezza, poteva vantare una certa distinzione di forme e di coltura aveva raffinato i modi