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— Può darsi — rispose Natalia con un brivido.

Lodovico sapeva benissimo che i domestici di casa, vedevano di mal occhio la sua predilezione per lei.

— Partirò, non ti crucciare! — diss’egli finalmente, — ma devi convenire che sono buono, molto buono...

— Abbiamo l’obbligo d’essere buoni. Iddio ci vede — ella concluse, con semplicità.

E ritornarono insieme verso la villa. Scendeva la notte sul campestre silenzio e lo sfavillìo delle stelle sembrava un palpito nell’immensità del firmamento.

Tacevano, turbati entrambi da una di quelle forti commozioni giovanili che nelle brevi ore dell’oblio sembrano cancellare, dinanzi all’eterna legge, ogni differenza di casta.

Alcuni minuti più tardi, Natalia seguiva, con una trepidazione deliziosa, il trotto del sauro vivace fuggente nel buio della lontananza e l’animo di Lodovico Pallano era contrastato, nella cavalcata notturna, fra l’ira sorda della fallita vittoria e un sentimento diverso e meno ignobile ch’egli non sapeva ancora definire a se stesso.


🞻 🞻 🞻


Fu un capriccio, un capriccio violento che gli occhi sagaci di donna Clara videro senz’apprensione, che i domestici biasimarono, per bassezza o