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— Perché? non capisco.....

— Ella lo sa il perchè.

E gli occhi buoni di Natalia lampeggiarono d’una fierezza viva.

— Era un ricordo.

— Grazie, come se l’avessi accettato.

— E nulla mi concederai tu, nemmeno una piccola carezza, mai?...

Ella scosse la testa, senza rispondere; le ghirlandette di gelsomino si disfecero tra i capelli ondulati.

— Nemmeno... nemmeno un po’ d’affetto, Natalia ?

La voce del giovine signore era così dolce che gli occhi della ragazza s’empirono di lagrime.

— È meglio che non me lo domandi, conte Lodovico — ella disse con un accento di tenerezza infinita. — Desidera che Valentino selli il suo cavallo? Si fa tardi.

— Vuoi anche mandarmi via, adesso? e se mi piacesse di restare?

— Il padrone è lei — però...

Il giovine sorrise.

— Hai paura Natalia? chiese egli.

— Di che cosa dovrei aver paura? — rispose la fanciulla con grande alterezza -— ella non ignora che il mondo è cattivo e che la gente onesta è costretta a difendersi anche quando non occorrerebbe.

— T’hanno calunniata forse? t’hanno fatto qualche torto?