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le martellava in petto. Ella capiva che mai avrebbe dovuto dare ascolto ai vani discorsi del giovine signore, ella si studiava con tutte le sue forze di rivolgere altrove la mente, ma, nella piccola lottar l’istinto prevaleva alla ragione e il suo pensiero, sempre più rapito da un’arcana dolcezza, tornava costante alla stessa immagine, agli stessi trepidi ricordi.......


🞻 🞻 🞻


La contessa aveva mandato due persone di servizio in campagna ad allestire la casa per un breve soggiorno di primavera. Il piccolo cottage di Villa Clara dominava, da una lieve altura, una ricca distesa di vigneti che si perdevano nel piano, sulle rive d’un placido fiume. Le prossime adiacenze erano Coltivate ad uso di giardino inglese; a terreno della casa s’aprivano delle grandi porte a cristalli sopra un bellissimo prato tutto contornato con arabeschi di gerani rosa e bianchi.

Da quattro giorni Natalia e un vecchio servitore s’affaccendavano al lavoro e la sera, finito il compito che s’era proposto, la giovane andava sulla terrazza, in fondo al prato, e seduta su un muricciuolo aspirava con diletto la fragranza dei fiori primaverili e guardava lontano lontano verso la città che di notte si discerneva chiaramente, nel largo piano, come un’oasi di luce. In quei momenti di tranquilla solitudine ella dimenticava le cure e le fatiche della giornata e si compiaceva d’ascoltare