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— La ragione, la fredda ragione! Ella parla come si trattasse di farsi amputare un braccio!

— Il dominio della ragione, Manuela, è una forza che c’è dato conquistare.

— Si potrà imporre il silenzio, si potrà simulare l’indifferenza, ma comandare a se stessi di non amare, no, questo non si può...

— L’amore è un sentimento divino — disse Rose impallidendo — ma non sarà mai sano nè utile al nostro sviluppò morale, qualora la mente convinta non possa dirigerlo e dominarlo. Un amore ben posto dev’essere la nostra salute, Manuela, ma quando certe affezioni ci limano la vita, è nostro dovere di combatterle come elementi di sventura.

— Io vorrei amare sempre e morire — proruppe la fanciulla con accento desolato — e pur sento qualche volta, in fondo alla mia coscienza, una voce arcana che mi dice: lotta, guarisci e vivi!

Era come l’inconscio grido della giovinezza ferita che si rivolta ai dolore.

— Ah finalmente, ecco una buona parola! — esclamò Rose colla gioia del chirurgo che ha trovata la palla nemica nel fianco del soldato caduto in battaglia.

La fanciulla s’era coperto il volto mormorando:

— Ella non sa nulla, non sa nulla!

Il dottore, ch’era sempre stato in piedi accanto