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vano, lunghi silenzi. Ella s’alzò in fretta e, passando per scendere al primo piano, s’accorse che l’appartamento degli sposi era aperto e entrò nell’anticamera. Il medico di casa e un professore della clinica, appena arrivati, stavano deponendo i loro mantelli e ragionando a bassa voce. Ma subito comparve Lodovico per introdurli dall’inferma. Era contraffatto in volto.

Poi venne di sfuggita Onorina, la quale le disse che la sua padrona si trovava in condizioni piuttosto gravi. Dopo alcuni minuti Lodovico ritornò, s’avvide della sua presenza, le prese le mani e le disse con angoscia:

— Natalia, va male, molto male!

— E i dottori? — chiese ella, subito intenerita da una grande pietà.

— I dottori vi sono adesso e anche la mamma, io non ho potuto reggere... — e il giovane si gettò su un divano, si mise a piangere dirottamente.

La fanciulla molto commossa, si dava tutte le premure per rincorarlo.

— Povera Natalia, tu sei buona, tanto buona! — egli mormorò con affetto, ma subito soggiunse:

— Anche qui non resisto... devo andare... devo tornare presso di lei...

Due donne passavano e ripassavano portando oggetti di biancheria, tazzine di brodo.

Rimasta sola, Natalia si ritirò in un gabinetto e si mise a pregare. Di tratto in tratto ella usciva, aspettava qualcuno, domandava notizie... ancora