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fiume tra i vapori notturni. Nessuno la interrompeva mai nelle sue meditazioni perchè la famiglia Pallano aveva l’abitudine di raccogliersi, dopo il desinare, in una veranda annessa alla villa.

Ma una volta, verso la fine d’agosto, ella vide venire gli sposi da lontano e, volendo evitare d’incontrarli, si ritirò in un vicino boschetto di lauri.

L’era sembrato in quel giorno, che una nube avesse offuscato la loro felicità: subito s’accorse ch’essi cercavano quel luogo solitario per effondere la loro rinnovata tenerezza, e invece di allontanarsi rimase immobile fra gli arbusti, incatenata non solo dalla paura di tradire la sua presenza ma anche da una morbosa, arcana attrazione.

Ella udì un mormorio di baci, ella udì la voce penitente di Lodovico ripetere sdolcinate parole; poi li seguì con gli occhi, aridi di lagrime, mentre, stretti uno all’altro, si dileguavano fra i fiori al chiaro di luna, mentre il giovane, punzecchiato forse da una qualche bizza di gelosia retrospettiva, andava rassicurando la sposa:

— Stanne certa, Alfonsina, le passioncelle giovanili non sono che fuochi fatui i quali presto si spengono e subito s’obliano.....

Natalia andò errando follemente, senza direzione, fra le ombre buie del parco.

Laggiù, in mezzo alla pianura il fiume placido scorreva. Ell’era stata più volte sulle sue rive, più volte ella aveva contemplato con un certo fascina il tranquillo corso dell’acqua. Nella sua mente con-