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adesso..... ma non importa, si potrà cambiare. Il resto lo vedrò più tardi. Mi sento morire in questa temperatura — disse ella, agitando nervosamente un piccolo ventaglio antico — sarà meglio che metta un vestito più leggero.

Natalia che aveva aspettato ritta, immobile, che aveva assistito con una muta esasperazione a quel dialogo, s’accostò a un grande baule e chiese, con voce alterata:

— È qui, forse?.....

— No. Voi non sapete. Lo prenderà il conte. Lodovico..... fammi il piacere. Mon Dieu qu’elle est pâle, qu’a t-elle donc?

Prends garde, ma chérie, elle comprend le français! — mormorò il giovane, aprendo una cesta tutta foderata di seta e chinandovisi sopra.

A forza di frugare egli ne trasse un accappatoio.

— Ma Lodovico, non vedi ch’è un saut de lit? è l’abito bianco che voglio, con le trine d’Alençon..... cerca ancora e non sciuparmi la roba. La mancanza d’Onorina è un bell’impiccio, devi convenirne. Credi che possa guarire presto?

— Speriamolo! — disse il compiacente marito, con un sospiro, sempre pescando fra le stoffe e i merletti senza che la giovane signora si muovesse.

— Bada, hai tirato fuori per sbaglio le mie scarpette..... dammele.

Natalia, pallida, contraffatta tolse le minuscole calzature dalle mani di Lodovico, le pose dinanzi ad Alfonsina.