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E preso da un impeto dell’antico affetto, egli l’attrasse con trasporto sul suo cuore.

Natalia non ebbe nemmeno la forza di schermirsi, come sempre soleva, ma rimase fredda e muta nell’ultima carezza di Lodovico.

Idee strane le abbuiavano il cervello. Ella abbassava con atto involontario lo sguardo sulla gelida immagine della straniera chiusa nella sua cornice antica e pensava: «costei è la sua fidanzata e sono io ch’egli bacia, la povera reietta cameriera... costei lo tradirà forse... ma che importa! è nobile e ricca... E le nozze saranno a maggio, a maggio quando quattro anni or sono egli mi disse le prime parole...»

E nello straziante ricordo di quel passato perduto per sempre, un’ambascia così forte le strinse il petto, una pietà così triste dell’umana miseria le toccò le viscere che, non reggendo più al suo dolore, fuggi dalla stanza, pazzamente.

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Quando si diffuse la notizia del matrimonio di Lodovico Fallano, Natalia senti esacerbarsi l amarezza del suo animo per il contegno delle persone di servizio. L’invidia corrompe spesso anche il naturale istinto della solidarietà di casta, e se la paura di cadere in disgrazia del giovine padrone le aveva trattenute fino allora dall’esprimere troppo chiaramente il loro pensiero, la com-