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e di rimorso come fosse una traditrice, mentre stava piuttosto per diventare la tradita.

In primavera, quando Donna Clara lasciò la villetta di Pegli, per ritornare col figliuolo alla sua casa e alle consuete abitudini, l’amore di Natalia s’accrebbe di nuovi tormenti.

Le persone di servizio, specie dopo la scappata del veglione che il cocchiere s’era affrettato di raccontare, non credendo realmente più alla sua onestà, coglievano qualunque pretesto per ferirla con allusioni maligne e con sospetti ingiuriosi. I più ingiusti, i più crudeli erano il cuoco e la guardaroba che già da due anni conducevano una vita irregolare.

Natalia sopportava e soffriva in silenzio quella grande angoscia ma la sua salute cominciava a risentirsene e ella riesciva a mala pena a sbrigare i suoi impegni con la solita scrupolosità.

Verso l’estate la contessa, come spesso soleva, propose al figliuolo delle cospicue nozze. Lodovico non solo si mostrò indifferente ma fu anche reciso nel rifiuto, poi, mal reggendo all’insistenza materna, confessò d’essere innamorato, si lasciò perfino sfuggire il nome di Natalia.

Donna Clara sorpresa, non già della notizia che s’aspettava, ma della forma con la quale il figliuolo gliel’aveva comunicata, seppe nascondere abilmente la sua meraviglia sotto lo scherzo, si mise a ridere di cuore, poi, visto che il giovinetto non era incline ad arrendersi, andò in collera, accusandolo