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stoltezze quello che dice, annojando con insulse lungaggini il lettore, delle bricconerie de’ vetturini, e dei pericoli di essere spogliato viaggiando pel Trentino. Le generali avvertenze ch’egli dà le sanno tutti, e son necessarie anche nella terra de’Santi, che è la sua patria!

Vino. Piacevole al gusto, e spiritoso, e sano è il vino che bevesi in Trento e nella valle Atesina quanto essa è lunga. Il nostro amico Lewald raccomanda che in Trento si beva acquerello, ossia vinello, e non vino, chè è troppo forte! Guardate mo s’egli non è buon moralista. Il bianco ha un color aureo, e il rosso s’approssima al nero, non per artifiziale composizione, ma per la qualità delle uve. In alcune taverne di Trento potrete berne di quello che, per valermi della frase de’ bevoni, consola l’anima. L’ordinario prezzo dell’ottimo è di una lira austriaca per mossa, e la mossa equivale, com’è detto, a due bottiglie di Sciampagna. Del commercio attivo che se ne fa dicemmo in altro luogo. Sul quale commercio non possiamo astenerci dal dire che potria farsi e più comodo agli esteri, e più proficuo ai producenti, se una società di azionisti si formasse, la quale avesse su la