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Trento. 425

[Invettiva contro la Maomettana Setta.] trà Christiani si stampino hoggi giorno Libri con racconti, e ritratti d’un supposto Maometico Imperio, che affettando titolo di gran Signoria, non deve in effetto haver’altra maggior fama, che somma infamia; & si parli con honor della Ottomana Luna, ch’è nefanda, e che, quando una volta s’uniscano i Christiani Prencipi, và giustamente patir un Ecclissi perpetuo universale.

[Sconfitte notabili della Christianità.] Se ben Ella in tanto dal non trovar Opposito unito levandosi ogn’or più sù l’Horizonte non che dell’Africa, & Asia, della stessa Europa, vi portende qual Astro maligno, e fiero il predominio. Come, senza rinovar le piaghe antiche, fan veder i nuovi primarij colpi ricevuti dalla Christianità in meno di 30. anni; cioè gli Eccidij di Canea nel Regno di Candia; di Varadino nella Transilvania; di Neyezel pure in Transilvania; di Candia stessa in un Assedio: dirò, tartareo, perche fù di sotterra; e di Caminiez nella Polonia; perdita questa così fatale, e di tal conseguenza, che la Santità di N. S. Papa Clemente X. hà publicato quest’anno 1672. un Giubileo Universale à fine pur di ridursi gli animi Polacchi à ricuperar del Regno la perduta Chiave, e destarsi in un li Christiani Prencipi contro la Ottomana perfida orgogliosa Luna. [Augurij a prò del Christianesimo.] Ma se non altro, fiaccheransi le di lei Corna dal Braccio invitto, & augusto di Cesare Leopoldo I. e da quello insieme del Rè Luigi di Francia 14. che con Armi Christianissime vendicando l’antiche onte, coronerà (così lo voglia il Cielo) di trofei Ottomani le sue Palme, uniche da innestarsi sù le già piantate da Goffredo in Gerosolima.