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redarguiva, rispondeva una volta con una sfida, un’altra col dire: «Che, se pur faceva poche lezioni, una delle sue valeva tutte quelle che i suoi colleghi davano in una settimana»; il che ripetè poi più tardi.

A 30 anni si agita contro la Regìa dei tabacchi.

Scialoja gli toglie la cattedra, ed egli scrive feroci lettere contro di lui: tempesta tutti i giornali, sicchè era diventato un uomo proverbiale. Fu in quel turno, se non erro, ch’egli, proprio come il persecutore di Buchner (vedi sopra, pag. 16), fondava la lega degli uomini onesti contro il Governo, lega di cui egli era, pare, il solo membro effettivo!

Sorta l’agitazione pel macinato, egli propose (nientemeno!) di tradurre il Ministro Sella davanti al Senato per violata costituzione.

Era il 1876 (Giornale italiano di Macerata, 1884, N. 691); a Macerata ferveva bollente la lotta tra due deputati: Allievi ed Oliva. Sbarbaro tentennò tra i due; ma poi la popolarità lo travolse per l’ultimo, che... forse in grazia dell’aiuto suo, non riescì. Parecchie dimostrazioni avvennero il giorno della lotta, e la sera, al teatro, all’improvviso, si vide agitarsi Sbarbaro e gridare:

— Cittadini di Macerata, se avete sangue, e non sciroppo di salsapariglia nelle vene, seguitemi.

E alla testa di una coorte di 400 persone, andò a fischiare, casa per casa, tutto il Comitato avverso, a cominciare dal Sindaco. Se ne fece un processo, ma egli fu assolto, malgrado parlasse, dicesi, quattordici ore (?).

L’esordio incominciava così: «Nella mia fede di