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132 Arte etrusca.


B. — Plastica.

(ved. tav. 30-41).


I. — Arte figurativa.


1. Osservazioni generali. — L’abilità artistica degli Etruschi si addimostrò specialmente nel lavoro delle terrecotte e dei metalli. Del primo, ossia della plastica in senso proprio, dice Plinio (XXXV, 45): Elaborata haec ars Italiae et maxime Etruriae; e sono menzionati in Roma come esistenti già dal tempo di Numa collegî di vasai, composti di artieri etruschi, essendo dai tempi più antichi in Roma assai pregiato il tuscum fictile. La plastica d’argilla prima ornò i templi italici, con antefisse, acroterî, bassirilievi e statue nei frontoni, e imagini divine adorate nelle celle del tempio.

Le opere antichissime di plastica etrusca, di terracotta, di pietra o di bronzo mostrano la durezza rigida e greve dello stile arcaico, in cui manca la intelligenza e la buona imitazione della natura.

I caratteri dell’arcaismo sono propri dell’arte etrusca, non soltanto nel primo suo stadio, ma anche nella sua età fiorente, e lasciarono qualche traccia di sè in una certa gravezza di forme, o impaccio alla imitazione della natura, per cui l’arte etrusca non potè elevarsi ad una vera espressione del bello. Per le analogie dello stile arcaico con l’arte egizia si credette di nominare lo stile etrusco «stile egizio od egittizzante», supponendolo derivato per via di relazioni degli Etruschi con l’Egitto; relazioni delle