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de la bella creanza de le donne 59


Raffaella. Torto gli faresti, Margarita, se tu ’l facessi in modo che egli se n’accorgesse; ma, non lo sappendo, non è niente al mondo. Oh, l’andrebbe ben dunque ch’una gentildonna non si riscontrasse, con la condizione e col sangue, col suo marito, e non avesse a cercar di trovarsi con uno, il qual si somigliasse con la complessione, col sangue e co’ pensieri suoi! Perochè questa è una cosa, che, ove l’animo non si contenta, resta sciapita e non vai niente. E, per il contrario, ov’è l’unione degli animi, è divinissima e quanto bene è al mondo.

Margarita. Molte debbon esser, madonna Raffaella, che hanno questa convenienzia, che voi dite «di sangue», coi lor mariti.

Raffaella. Rarissime sono. E ce n’è la ragione: perchè le moglie ed i mariti si pigliono a la cieca, senza aversi mai veduti; e gran ventura sarebbe se s’amasser di cuore, e non per cerimonia e per obligo o, vogliam dir, per forza.

Margarita. In ogni modo, questo far i parentadi cosí al buio è una cattiva usanza; perchè molte volte si debbono congiungere in matrimonio due persone di contraria natura e di diversi costumi.

Raffaella. Che importa questo, se ci è il rimedio prontissimo e congruo di darsi in tutto e per tutto ne l’amore di uno, che con desteritá ricompensi questo dispiacere che si ha col marito?

Margarita. Non è però che a la fine non si commetta peccato?

Raffaella. Non t’ho detto io giá dieci volte che, se ti dá ’l cuore di passare la gioventú, e la vecchiezza poi, senza far mai un minimo peccato, che io ti consiglio e dico che tu farai bene? Ma guarda che le forze ti rieschino, chè non riusci mai a persona che nascesse al mondo. E per questo, perchè tu non abbia a incorrere in maggior errore di cercar di farlo poi, lá negli anni ultimi, ti conseglio cosí. E sai poi quel che gli interviene poi in quel tempo? Tu arrai a pregare altri, dove ora sarai pregata tu, perchè quei, che tu pensarai t’amino, nel