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166 ii - angoscia doglia e pena


che la donna è per natura superba ed iraconda, secondo la sentenzia di Ioanne, di Lorenzo e di Pietro, santi. Pertanto chi ha la moglie, gli è piú carco d’una nave piena di merce richissima, nè perciò di tal peso altro uomo vi pò liberare che la morte. Oh peso orrendo, peso dannevole, peso ultima nostra ruina! essendo tale. Oh che gran danno è di libero a diventare servo! Perché, dove la donna comanda, convien che l’uomo ubedisse, di sorte che l’uomo maritato di libero è fatto servo, perché costui coglie affanni sopra affanni. Imperoché, dove passa un travaglio, ivi al maritato nasce la fatica, di sorte che l’uomo maritato si assimiglia al bestiolo del vilano, a cui mai manca la soma, perché la donna non mai cessa di stimulare il marito, come fa el vilano il suo sumaro; perciò ciascun maritato va carco, e privo di libertá dolcissima; e chi propone di pigliar moglie, propone di portar la soma e di diventare servo. Imperò notate queste virtú, o maritati, della vostra donna. Spesso fenge di essere inferma; alcuna volta dice essere mal disposta; talvolta simula di essere gravida, per dar al marito fatica e pene, perché il conosce essere desideroso di avere qualche erede: nondimeno gli è piú sterile di arena. Perciò, simulando, dice: — Non so come mi sento... Dubito di qualche cosa... — Ma lui: — Di che? — dimanda. Ed ella, astuta: — Tu me intendi. Me dole il corpo, ho perso l’appetito, voria qualche cosa per acuirlo... — Allora, grosso e buffatone, dice: — Lassa fare a me. — Di sorte che ’l va cercando frutti novelli, diverse composte e cose stranni. Poscia, trincata, dimanda le comare, e medici ancora, che le tocchino il corpo, che mai se satola; che conoscano alla urina di quanti giorni può essere: di sorte che al meschino non mancano affanni e spese, con speranza piena di finochi. Il che li detti facendo cosa possibile, la traditora dice: — Caro mio marito, voria una vestura di altra sorte che non ho, perché pure veráno le vicine e parenti a visitarme. Gli è pur vostro onore che me trovino a pare de le altre ben maritate! — Deh, astuta donna! Quanta malizia hai nel corpo, perché ciò fai per parere bella al tuo amante, con nòve fogge ed altri vestiti, e non per mostrarti bella o contenta di la