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IOS TRATTATI D’AMORE DEL CINQUECENTO

di sé che terrore e danno; perché questi cosí giovani hanno le loro voglie instabili. Ben è vero ch’amano con gran fervore, ma poco dura; e però in loro non si può far fondamento.

Baffa. Quale etá dunque è da seguire?

Raverta. Pian piano. Danno medesimamente quella matura, la quale giudico che sia da cinquanta anni in poi, perché è piú tosto atto il loro sangue ad intiepidirsi che a bollire ed infiammarsi. Ché, se bene s’accende, non può tolerare quelle impetuose fiamme: ma questa etá è piú atta all’amor contemplativo. E però giudico che dai venticinque anni fino ai quaranta sia da eleggersi lo amante, né punto biasimerei che, anco meglio, si togliesse d’un ventotto o trenta anni, per essere allora piú tosto uomo stabile che giovane mobile, conciosiaché viene ad essere compiuto, ed in tutte le azzioni non cosí, per poco, atto a cangiarsi.

Baffa. Fermatevi. Perché dite ora che l’amante sia da eleggere, cosí diciamo, dai venticinque infino ai quaranta, se dianzi affermaste l’etá perfetta incominciare dai ventisei, ed essere abilissima fino ai cinquanta?

Raverta. Dirovvi: se la donna eleggesse l’amante di cinquanta anni, che utilitá vorreste poi che da quel tempo in lá ella ne traesse? Perché l’etá sua andrebbe declinando, e cosí, maturando troppo l’uomo, manca di quel caldo ed umido che se gli conviene, e poco diletto di tale amore la donna ne trarebbe. Che volete: che s’innamori, allora, per godere perfettamente di questo suo amore due, tre o quattro anni? Ma, se dei quaranta anni pur vorrá pigliarlo, potranno aver dieci e piú anni di diletto nel loro amore. Tutto che l’opinion de’piú savi sia che gli amorosi affetti nell’uomo cessino nei settanta anni, e nella donna nei cinquanta. Ma non metto il fine degli amori alla congiunzion carnale né sopra i maritaggi. E però, non intendendo di questo, non ci reggeremo secondo l’opinion de’ piú saggi, alcuni de’ quali vogliono la donna aversi da pigliare dai sedici ai venti, e che l’uomo si mariti dai trenta ai trentacinque. Alcuni altri vogliono la giovane di diciotto anni e l’uomo di trentasei. Né questo danno, ma neanco lodo, per la gran differenza degli anni, salvo chi non la volesse cosí