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86 SOFOCLE 1337-1359

vorrei per me guadagno grande: al Dèmone
renderei che ci assiste, un mal servigio.
So quel che dentro avviene: e come no?
Udii ch’Egisto non è in casa, e che
la madre c’è: né tu creder che mai
il volto mio brillar vegga d’un riso:
ché l’odio antico m’ha perfusa. Ed ora
che t’ho veduto, io mai non cesserò
ch’io non pianga di gioia. E come mai
cessar, se vivo e morto a un punto giungere
io t’ho visto? Compiuto hai l’incredibile:
si, che se vivo il padre ora giungesse,
noi crederei prodigio, e agli occhi miei
presterei fede. Ed or che tu compiuto
hai tal viaggio, come il cuor ti dice
opera: ché da sola, io non avrei
fallita o l’una o l’altra mira: o bella
salvezza avrei trovata, o morte bella.
oreste
Taci, ti dico: alcuno della casa
odo appressarsi all’uscio.
elettra
                                        Ospiti, entrate,
massime quando voi tale un oggetto
recate, che nessun vorrà respingerlo
di questa casa, e niuno lieto accoglierlo.
Entra l’aio.