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232 SOFOCLE 167-184

— Uría, ti sbagli di grosso, sei fuori di strada!
Il vino t’ha dato alla testa?
Non sai dove tu vada!
— Ecco una nuova traccia!
— O Stratio, Stratio,
vieni qui: che fai?
Qui sono i bovi, qui c’è da far caccia.
— Crochía, Crochía, tu cedi?
Che bellezza hai vista?
— Questo bravo Crèchide
segue a fil d’arte la pista.
Volgi lí, volgi i piedi.
Ahimè, lezzone, ahi, ahi,
di sicuro ti rovinerai,
come tu sia fatto franco.
Non ti sbandare, non ti sbandare!
Incalza, acchiappa, slànciati,
ché s’è bloccato il fianco.
A questo punto incomincia di nuovo il suono della lira.
Tutti i Satiri, esterrefatti, tornano ad aggrupparsi nella
orchestra; e lo stesso Sileno rimane perplesso.

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