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Si avanza l’araldo Lica, eseguito da uno stuolo di donne
prigioniere. Fra queste una, Iole, si distingue per la
bellezza e la maestà dell’aspetto.


CORIFEA
Donna a me cara, vedi,
vedi quale spettacolo
alla tua vista appare.
DEIANIRA
Dilette amiche, al vigile mio sguardo
questo corteo non è sfuggito: vedo;
e: «Salve — dico — o messagger, che tardi
giungi, se tu liete novelle rechi»
LICA
Lieto l’arrivo, e liete le parole
onde m’accogli, e quali ben convengono,
donna, agli eventi: lucrar deve buone
parole, un uomo a cui fortuna arrida.