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DEIANIRA
V’è fra gli uomini un detto antico molto,
che di nessuno tu potrai la vita
conoscer mai, se fu felice o trista,
prima che muoia. La mia vita, invece,
pria di scendere all’Ade, io so quant’è
misera e trista. Quando ancor vivevo
presso mio padre in Plëuróne, acerba
per me l’attesa delle nozze fu
piú che per ogni Etola donna: un fiume
mi voleva sua sposa, l’Achelòo,
che tre forme assumea, quando a mio padre
mi richiedeva: ora di tauro schietto,
ora di drago flèssile guizzante,
ora bove nel viso, uomo nel corpo,
e dalla barba sua folta, ruscelli
d’acqua sorgiva scaturiano: questo
era lo sposo che attendevo, misera;
e ognor la morte m’auguravo, prima
d’accostarmi al suo letto. E giunse poi,
e ben lieta ne fui, d’Alcmena e Giove
il figliuolo famoso, e a lotta venne
con quello, e me libera fece. E come