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Dalla reggia esce Giocasta, seguita da ancelle, che recano fiori
e cassette d’aromi.


giocasta
O principi di Tebe, io m avvisai
di recar questi serti e questi aromi
al tempio degli Dei. Ché troppo ondeggia
fra crucci d’ogni sorta il cuor d’Edipo,
915né dal passato, come far dovrebbe
un uom di senno, giudica il presente;
ma chi dice paure, a quelle è preda.
Or, come a nulla i miei consigli valsero,
supplice vengo, o Licio Apollo, a te,
920che piú prossimo sei, con questi doni.
Tu a noi matura qualche esito lieto,
ché noi, vedendo sbigottito l’uomo
che la nave reggea, tutti tremiamo.

Giocasta arde incensi sull’ara. In questa giunge il messo di Corinto,
vecchio pastore, e si rivolge ai vecchioni del coro.


il messo di corinto
Amici, chi di voi saprebbe dirmi
925ov’è la casa del sovrano Edipo?
E il sovrano, dov’è? Sapete dirmelo?