Pagina:Tragedie di Sofocle (Romagnoli) I.djvu/119


Tragedie di Sofocle (Romagnoli) I-0119.png



Entra Teucro, e, súbito dopo lui. Agamènnone.
teucro
Agamennone vidi, il condottiero,
che verso noi muoveva; e m’affrettai.
Ei sfrenerà la bocca turpe, è chiaro.
agamennone
Impunemente contro noi, mi dicono,
minacciose parole hai schiamazzate;
a te favello, al figlio della schiava.
Certo, se tu da nobil madre fossi
stato nutrito, assai superbamente
favelleresti, i passi tuoi sarebbero
superbi troppo, se, pur nulla essendo,
d’un uom da nulla le difese assumi,
e noi giuri che mai duci o navarchi
degli Achivi non fummo, e non di te,
ma di sé solo duce, a quanto affermi,
Aiace navigò. Non è vergogna,
tanto da servi udire? E per qual uomo