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76 SOFOCLE 981-995

tecmessa
Ridano pur, s’allegrino dei mali
di quest’eroe; ma forse, anche se brama
non sentiron di lui vivo, potrebbero
in distrette di guerra anche rimpiangerlo.
Perché tutti gli stolti il bene ignorano
ch’anno in lor mano, avanti che lo perdano.
Amara fu la morte sua per me,
piú che dolce per essi; ma gradevole
per lui, che quanto pur bramava, ottenne,
la morte che volea. Come potrebbero
rider di lui? Per opera dei Numi
morí, non per la loro. A vuoto, dunque,
l’insolentisce Ulisse. Aiace piú
non esiste per essi; e angosce e gemiti
a me lasciando, abbandonò la vita.

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