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CORO
Sei giunto, o giorno si a lungo atteso,
sei giunto alfine, brilli, fai rutilo
splendere il fuoco per Argo acceso,
che andava errando
dalla paterna magione in bando.
Un Nume, un Nume, cara, la nostra
vittoria or mostra.
Leva le palme, leva la voce, preghiere ai Superi
volgi, perché
d’Argo con prospera sorte
il tuo fratello varchi le porte.
ORESTE
E cosí sia: di questi abbracci io godo.
Ma tu giungi in buon punto, o vecchio. Dimmi
come al sicario di mio padre posso
infliggere la pena, ed a mia madre,
che d’empie nozze è stretta a lui? Mi resta
qualche fedele amico in Argo, ancora?
Oppure tutto, al par della fortuna,
li rovinò? Con chi posso incontrarmi?
E di notte o di giorno? E quale tramite
contro i nemici miei batter dovrò?
VECCHIO
Nessun amico t’è rimasto, o figlio,
nella sciagura. È raro assai trovare

chi beni e mali insiem con noi partecipi.