Pagina:Tragedie di Euripide (Romagnoli) III.djvu/65

62 EURIPIDE

messaggero
E i corpi ricoprí, distese i letti.
adrasto
Dura bisogna e repugnante fu.
messaggero
Perché? Miserie son comuni agli uomini.
adrasto
Ahimè! Fossi con loro anch’io caduto!
messaggero
Vano è il tuo lagno; e queste al pianto provochi.
adrasto
Esse, mi sembra, a me ne son maestre.
Ma via, la man protendo ora, per fare
onore ai morti, e i lagrimosi carmi
d’Averno intono, a salutar gli amici
onde fui privo, e solo ora li lagrimo.
Ché questo bene sol non si recupera,
quando perduto fu: l’anima umana.
Le ricchezze, c’è via che si ristorino.