Pagina:Tragedie di Euripide (Romagnoli) II.djvu/83


Tragedie di Euripide (Romagnoli) II-0083.png

coro

M’addentrai fra sottili argomenti
bene spesso, tra dispute gravi,
piú di quanto convien che ne cerchi
donnesca progenie.
Ché abbiamo una Musa anche noi,
che vive con noi, che c’ispira
saggezza. Non tutte; ma pure
talune (forse una fra molte
trovarne potresti)
non sono di senno inesperte.
Ora, affermo, che quanti degli uomini
son di pargoli ignari, né mai
procrearono figli, son molto
piú felici di quelli che n’ebbero.
Quei che prole non ebbero, e ignorano
se cosa dogliosa o soave
sian per gli uomini i pargoli, quando
non n'ebbero, vivono scevri
di molte sciagure.
Quelli invece che dolci germogli
in casa han di figli,
li vedo che giorno per giorno