Pagina:Tragedie di Euripide (Romagnoli) II.djvu/75

72 EURIPIDE

Conservali, non far doni: ché, se
trova alcun pregio in me la sposa mia,
vorrà, son certo, preferirmi ai doni.

medea

Non dirmi questo. I doni persuadono
— è comun detto — anche i Celesti. L’oro
può fra i mortali ciò che non potrebbero
mille e mille discorsi. Adesso, prospera
volge la sorte a lei, la sua fortuna
un Nume accresce, ora è nuova regina.
E non solo con l’oro, anzi con l’anima
riscatterei dei figli miei l’esilio.
Su, dunque, figli, della nuova sposa
del padre vostro, della mia signora
alla reggia opulenta ora movete,
pregatela, imploratela, che in bando
ir non dobbiate, porgetele i doni,
ché questo importa piú di tutto: ch’ella
di propria mano i doni accolga. Andate
presto, compiete ben l’opera; e nunzi
di ciò ch’ella desia, siate alla madre.

Tragedie di Euripide (Romagnoli) II-0075.png