Pagina:Tragedie di Euripide (Romagnoli) II.djvu/70


MEDEA 67


Tragedie di Euripide (Romagnoli) II-0070.png

Arriva Giasone.

giasone

M’hai chiamato, e son qui: sebben nemica
mi sei, rifiuto non opposi; e udrò
ciò che di nuovo, o donna, da me vuoi.

medea

Io ti chiedo, Giason, che tu perdono
di ciò ch’io dissi mi conceda. È giusto
che tu condoni il mio furore, quando
molte dolcezze insieme avemmo. Ora, io
fra me e me considerando venni,
e rampogne mi volsi: «O temeraria,
ché furïando io vado, ed osteggiando
quelli che bene avvisano, ed infesta
contro i signori della terra insorgo,
e contro il mio signor, che quello fa
che a noi piú giova, quando una regina
sposa, ed ai figli miei fratelli genera?
Non deporrò quest’ira mia? Che faccio,
quando gli Dei mi danno il bene? Figli
forse non ho? Non so che siam banditi
dalla Tessaglia, e siam privi d’amici?»