Pagina:Tragedie di Euripide (Romagnoli) II.djvu/67

64 EURIPIDE


coro

Né sarebbe di te donna piú misera.

medea

Su via, ché son superflue parole
quante indugiare fan l’opera. Su,
muovi, e chiama Giason: ché dove occorre
fiducia, ivi io t’adopero; e dei miei
disegni, nulla tu svelar, se pure
ami i signori, se pur donna sei.


Tragedie di Euripide (Romagnoli) II-0067.png