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di mia città, fra i lacci inestricabili
di miseria io non viva!
Morte mi colga; morte, pria di giungere
a simil giorno! Vivere
dalla terra natale
esule, è mal che supera ogni male.

Antistrofe II
Ho visto, e non già memore
parlo d’altrui parola,
che niun amico i tuoi tormenti orribili,
niun cittadin consola.
Muoia l’ingrato che all’amico schiudere
nega del cuore gl’intimi
serrami, e non gli fa
onore: amico mio mai non sarà.

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