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Pagina:Tragedie, inni sacri e odi.djvu/431


volucres 401

     E sbigottito e pallido
     Esclamai: «Santi Numi, egli è spacciato!
     E come vuoi che senza queste cose
     Ei se la cavi?» — «Come può,» rispose.

40Tacque il Nume, e ristette somigliante
     A la sua sacra immagine
     Che per greco scalpel nel marmo spira:
     Dove negli atti e nel divin sembiante
     Vedi la calma riedere,
     45E sul labbro morir la turgid’ira;
     Spunta il piacer de la vittoria in viso,
     Mirando il corpo del Pitone anciso.

1817





VERSI

da scriversi sotto il ritratto
di Vincenzo Monti.


Salve, o divino, a cui largì Natura
     Il cor di Dante, e del suo Duca il canto!
     Questo fia T grido dell’età futura:
     Ma l’età che fu tua, tei dice in pianto.

1828.





VOLUCRES1.


Fortunatae anates, quibus aether ridet apertus,
     Liberaque in lato magine stagna patent!


  1. Parlano gli Uccelli chiusi nelle gabbie dei Giardini pubblici di Milano, alle Anitre diguazzanti nel laghetto.