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400 poesie non accolte dall’autore

65Sommo Tonante, occhi-bendato Arciero,
     De la donzella Sicula
     Buon rapitor, che regno hai sovra l’ombre,
     Tu che dal suolo uscir festi il destriero,
     Giunon, Gradivo e Venere,
     70Tu che il virgineo crin d’ulivo adombre;
     Io per me mi protesto, o Numi santi,
     Umilissimo servo a tutti quanti.

Fa luogo, o biondo Nume, al mio riclamo:
     Non render risponsabile,
     75Per un sol che peccò, tutto un paese:
     Lascia tranquilli noi, che rei non siamo;
     E le misure energiche
     Sol contra l’empio schernitor sian prese.»
     Tacqui, e m’accorsi al suo placato aspetto,
     80Che il biondo Dio gustava il mio progetto.

Lo stral ripose nel turcasso, e disse:
     «Poichè quest’empio attentasi
     Esercitar le nostre arti canore,
     Queste orribili pene a lui sien fisse:
     85Lunge dai gioghi aonii
     Sempre dimori, e da le nove Suore;
     Non abbia di castalia onda ristauro,
     Nè mai gli tocchi il crin fronda di lauro.

Giammai non monti il corridor che vola,
     90Non poggi mai per l’etera;
     Rada il basso terren delvostro mondo;
     Non spiri aura di Pindo in sua parola:
     Tutto ei deggia da l’intimo
     Suo petto trarre, e dal pensier profondo,
     95E sia costretto lasciar sempre in pace
     L’ingorda Libitina e il Veglio edace.

E perché privo d’ogni gioja e senza
     Speme si roda il perfido,
     Lira eburna gli tolgo e plettro aurato.»
     100Un gel mi prese a la feral sentenza;