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376 poesie non accolte dall’autore

    De l’Eridano sponde, a questi ameni
     5Cheti recessi e a tacit’ombra invito.
     Non feroci portenti o scogli immani,
     Nè pompa io vanto d’infinito flutto
     O di abitati pin; nè imperïoso
     Innalzo il corno, a le città soggette
     10Signoreggiando le torrite fronti;
     Ma verdi colli e biancheggianti ville,
     E lieti colti in mio cammin vagheggio,
     E tenaci boscaglie a cui commisi,
     Contro i villani d’aquilone insulti,
     15Servar la pace del mio picciol regno
     e con Febo alternar l’ombre salubri.
     Nè al piangente colono è mio diletto
     Rapir l’ostello e i lavorati campi,
     Ad arricchir l’opposta avida sponda,
     20Novo censo al vicin; nè udir le preci
     Inesaudite e gl’imprecanti voti
     De le madri, che seguono da lunge,
     Con l’umid’occhio e con le strida il caro
     Pan destinato a la fame de’ figli,
     25E la sacra dimora e il dolce letto.
     Sol talor godo con l’innocua mano
     Piegar l’erbe cedenti, e da le rive
     Sveller fioretti, per ornarmi il seno
     E le trecce stillanti. Nè gelosa
     30Tolgo a gli occhi profani il mio soggiorno,
     Ma dai tersi cristalli altrui rivelo
     La monda arena. Anzi sovente, scesi
     Dai monti Orobj, i Satiri securi
     Tempran nel fresco mio la sìria fiamma,
     35Col piè caprino intorbidando l’onda.

Ben al par d’Aretusa e d’Acheloo,
     Vanta natal divin e sede arcana,
     Sacra ai congressi de le aonie suore;
     Pur soave ed umìl vassi Ippocrene
     40Su la libètride erba mormorando.