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Un giovane.


Alfonso Donati aveva diciassette anni.

Camminava come se la campagna si allargasse sempre di più, ad ogni suo passo. Siena si rannicchiava, e le sue case doventavano sempre meno. Le colline, differenti l’una dall’altra, scendevano al borro nascosto giù tra la fila doppia dei pioppi; e ognuna aveva i suoi vigneti. Mazzi di cipressi si stringevano insieme, sulla proda di qualche dirupo; e la serenità dell’aria si vedeva sopra tutte le cose come una rugiada. I pioppi erano chiari.

Ma Alfonso era in uno di quei momenti quando la giovinezza è attraversata da qualche melanconia che spaventa; quasi dall’odore della morte. Gli pareva di non avere nessuna ragione per essere triste; e voleva essere forte, anche dentro di sè. Qualche volta si sentiva ancora un ragazzo, e allora camminava più lesto