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Pagina:Tozzi - Giovani, Treves, 1920.djvu/92


miseria 85


Egli sbuffò e scese le scale.

Il ragazzo che aveva portato il conto, le aspettava, appoggiato alla bicicletta.

— Di’ al tuo padrone che fra qualche giorno verrò.

Il ragazzo, facendosi serio, lo salutò e andò via. Nell’aia il granturco brillava al sole. Qualche gallina, delle meno paurose, ci s’avvicinava ma allungando, quanto poteva, il collo; beccava un chicco e fuggiva, per ingollarlo a una certa distanza. Poi sbatteva le ali.

Cesira aprì la finestra e chiamò:

— Lorenzo!

— Che vuole?

— Vieni su.

Egli scosse le spalle; ma non aveva più la voglia di andarsene. Pensò invece, con un certo orgoglio di padrone, che avrebbe potuto pagare puntualmente i bovi.

Gli passò accanto Maria, la figliuola di uno dei contadini, sorridendogli. Siccome non aveva fascetta, i suoi seni grossi gli produssero una sensazione di fascino. Ella entrò in casa, e si rimise a stacciare, tutta infarinata. Egli, cautamente, si avvicinò all’uscio aperto, pallido, con