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Pagina:Tozzi - Giovani, Treves, 1920.djvu/82


Miseria.


Lorenzo Fondi guardò, sul cassettone, il cappello della moglie; era brutto, con i nastri scoloriti; ma gli venne voglia di baciarlo. Mentre, di fuori, pareva che l’aria, con quella sua luminosità, fosse per prendere fuoco; e anche la stanza aveva una chiarezza che quasi faceva chiudere gli occhi. Vicino alla finestra c’era un tavolo polveroso, con i libri non più aperti, i libri comprati, tanti anni innanzi, subito dopo la scuola, macchiati ora dalle mosche; con i guanti rotti e sdruciti, lasciati lì fin dall’inverno. All’attaccapanni gli abiti vecchi.

Ma egli non l’amava più la moglie, e se ne voleva andare: riscosso un paio di bovi, con quei denari, magari fino all’estero. Gli era venuta a noia la vita del piccolo proprietario, sempre a contrasto con le cambiali, con le tasse, con i conti a fin d’anno! I contadini ruba-