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Pagina:Tozzi - Giovani, Treves, 1920.djvu/64


la casa venduta 57


— Ma io.... non ho un soldo!

Non sapevo se mi avrebbero perdonato. E infatti il signor Achille alzò il bastone come per darmelo su la testa:

— E allora chi ci pensa a noi? — E mi afferrò per un braccio. Io volevo dire che se la facessero dare dal compratore, ma avevo paura che Piombo mi rispondesse troppo male. Volsi gli occhi attorno; e dissi pallido di commozione:

— Se credono, potrò regalare questa mobilia...

— C’è soltanto questa?

Risposi lesto, perchè fosse più amabile:

— C’è di là, il letto. Poi le cazzeruole di rame, in cucina.

— Sono sempre adoprabili?

— Sono sempre buone. — E chiamai la serva perchè ne portasse alcune, a fargliele vedere.

Piombo, il vecchio, disse:

— Credevo che avremmo fatto un affare meno magro! — E mi dette un’occhiata di compatimento:

A me si stringeva il cuore; ma che potevo dare ancora? Cercai, con gli occhi, perfino sul soffitto: non c’era proprio più niente.